Caparezza: antidoto canoro alla depressione

Può sembrare strano, ma Caparezza, ha tanto da insegnare sul vivere appieno la vita, sul vivere con gioia. I gusti sono gusti, e su questo non si discute, qualcuno potrà quindi ritenere la sua voce fastidiosa o gracchiante, ma sull’arte, sulla cultura e sulla capacità di stupire e sorprendere di questo artista non si può certo obiettare. Caparezza è un artista eclettico, fuori dalle righe e assolutamente originale. In Italia Caparezza somiglia solamente a se stesso. Irriverente, pungente e inimitabile ha saputo convincere non solo per la sua verve ma anche per il suo anticonformismo e la capacità di affrontare temi impegnativi con un’ironia unica. Le sue canzoni sanno toccare qualsiasi tematica, sempre in modo originale e mai scontato.

Sempre controtendenza rispetto ai canoni della canzone italiana, non affronta tematiche banali come l’inflazionatissimo amore, con le sue solite delusioni e scottature, ma sa parlare di arte, politica, cultura e valori.

Cosa si può imparare da un artista simile, dall’impareggiabile bravura? Tanto, e non solo dalle sue canzoni ricche di contenuti, ma anche dal suo stesso esempio di tolleranza, umiltà, spontaneità, sincerità e schiettezza, doti che non abbondano generalmente in artisti e cantanti. Non è nemmeno scontato che il Capa non si dia ai soliti eccessi da star: non beve, non fuma e non si droga. Ne conoscete altri così? Io no, è infatti uno dei pochi artisti italiani che personalmente stimo e apprezzo. Caparezza si può dire senz’altro un maestro di vita, in quanto capace di affrontare in maniera scanzonata ma profonda la vita in tutte le sue componenti.

Scopriamo quindi alcune virtù di Caparezza capaci di aiutare ognuno di noi a vivere meglio la lotta alla sopravvivenza quotidiana, la lotta a malumore e depressione. Vediamo alcune qualità di Caparezza da cui attingere per apprendere l’arte della felicità:

Creatività

Come ha detto più volte durante le interviste di presentazione al Museica Tour, l’arte e la creatività sono le cose che hanno salvato Caparezza, come tantissimi altri artisti. Con la sua consueta modestia e ragionevolezza ha riconosciuto che forse l’arte non potrà salvare il mondo, ma ha comunque salvato lui. Tutto questo è reso perfettamente chiaro dalla bellissima ode che ha scritto in onore della scrittura, nella canzone China Town: “Non è la fede che ha cambiato la mia vita, ma l’inchiostro che guida le mie dita, la mia mano, il polso… Non è la droga a darmi la pelle d’oca ma pensare a Mozart in mano la penna d’oca là… Valium e Prozac non mi calmano datemi un calamo o qualche penna.. Solo l’inchiostro cavalca il mio stato d’animo.. altro che Freud, un foglio bianco, per volare alto.. basta una penna e rido come fa un clown, a volte la felicità costa meno di un pound… L’inchiostro sa quante frasi nascondono i silenzi“.

[Tweet “L’inchiostro cavalca il mio stato d’animo.. altro che Freud, un foglio bianco, per volare alto”] L’immaginazione è per capa un rifugio dall’insopportabilità della realtà odierna. Immaginare per lui vuol dire sognare nuovi mondi. L’immaginazione è sempre stata alla base delle grandi rivoluzioni. “Penso che Martin Luther King immaginasse un mondo diverso dalla società in cui è nato, e il potere di ciò che ha fatto deriva dall’avere immaginato una condizione migliore“. Anche la psicologia riconosce una grande importanza nella capacità di immaginare, che è la base della creatività e quindi del creare qualcosa di nuovo, anche per la nostra esistenza. Per creare una vita migliore occorre saperla immaginare e sapersi immaginare già lì. Solo da questo può nascere il vero cambiamento, come dalla speranza. Quando si smette di sperare, come di immaginare, si smette davvero di vivere. “Le persone povere d’immaginazione sono le più tristi, perché sono quelle che secondo me non hanno nemmeno voglia di conoscenza… conoscenza che poi ti porta al confronto.”426268_478537072169345_391161941_n

Autoironia e piedi per terra

Anche qui è inutile aggiungere altre spiegazioni, chi conosce Caparezza e i suoi testi sa di quanta autoironia è capace quest’uomo, tanto speciale quanto comune. Quando si raggiungono successi come i suoi, è facile montarsi la testa, ma non per lui, che ha sempre mantenuto l’umiltà di un bambino e la genuinità dello stesso. Una massima famosa recita “Non farti mettere da nessuno sul piedistallo, perché da lassù è più facile cadere”.

Capa lo sa e si mantiene ironico anche sul suo successo, non permettendo agli altri di trasformarlo in un messia. Anche questo un atteggiamento mentale molto sano, in psicologia. Quanta tristezza deriva infatti dalle clamorose cadute dalle alte aspettative altrui! “Se pensi che possa cambiare il mondo ti sbagli alla grande, È già tanto se mi cambio le mutande“. “Non mi interessa che tu condivida il mio pensiero, Non cammino sulle nubi come Wonder Boy, Mi credi il messia? Sono problemi tuoi!

[Tweet “Se pensi che possa cambiare il mondo ti sbagli alla grande, È già tanto se mi cambio le mutande”]

Comprensione e tolleranza

Calda gentilezza non sai quanto mi manchi” canta Caparezza e continua “C’é chi provoca per provocare liti, sotterra dinamiti sotto i culi dei tipi miti, sono banditi, banditi dagli educati, insulti infuocati sparati da ‘sti complessati e c’é che tu sei la mira.” Capa lo sa che nella vita c’è chi non aspetta altro che ferire e umiliare il prossimo. La soluzione di Caparezza? “Perdonalo così lo umili, ne fai carne con chili, ma se gli vai appresso come a Trento concili, prendi esempio da uomini grandi come il mahatma Ghandi, dai tanti non violenti diventati santi, Senti la vibra dell’amore che si libra, Leggi Bhagavadgita, Bibbia, Corano, Vangelo ma la strada é unica, alla pace e all’unità la tua vita dedica, con o senza tunica, predica, se c’é chi provoca tu non alimentargli il fuoco, tanto serve a poco e faresti solo il suo gioco… Se hai un colpo tienilo, se hai un Dio temilo, il prossimo é facile odiarlo, se sei forte amalo che a fare stragi siamo tutti Capaci.. Dimmi che sono un fesso, io non risponderò ma ripeterò a me stesso abbi pazienza, fuck the violenza.. Tanto se meni o se insulti ti ritrovi al punto di partenza, fuck the violenza.” Un’altra perla di saggezza da Caparezza, e qui la rima l’ho fatta io. Non si può aggiungere niente a parole tanto sagge, ricche di sensatezza e di tolleranza verso chi è diverso. La soluzione all’odio? L’amore, ma non quello delle canzoni, ma quello vero, altruistico e ragionato.

[Tweet “Alla pace e all’unità la tua vita dedica, con o senza tunica, predica!”]

Curiosità e Conoscenza

L’amore per la conoscenza e la cultura si evincono prepotentemente in qualsiasi canzone di Caparezza. È senz’altro la conoscenza a sapere illuminare l’uomo, dandogli una guida e fornendogli una luce nell’oscurità. Senza conoscenza e senza ricerca si diventa facili prede dell’ignoranza e del pregiudizio, diventando vittime di situazioni tragiche che possono solo portare a realtà peggiori come tristezza e depressione. Si può senz’altro dire quindi che la conoscenza e la curiosità siano validi antidoti alla tristezza. Per queste ragioni Caparezza è favorevole alla decisione di tantissimi italiani che decidono di andare a vivere fuori dall’Italia, “Secondo me fa bene, fa bene alla conoscenza. Rimanere chiusi tra le proprie mura crea dei mostri, e quindi secondo me è importante andare fuori, confrontarsi con gli altri, con le altre culture, perché la conoscenza è davvero un patrimonio“. Sull’importanza di informarsi è emplematico il verso “detesto il clichè dell’uomo che non deve chiedere mai, dato che se non chiedi non sai.” Quindi per essere felici impariamo a chiedere, scoprire, coltiviamo la curiosità e l’amore per il sapere, tutti antidoti alla depressione.

[Tweet “Detesto il clichè dell’uomo che non deve chiedere mai, dato che se non chiedi non sai.”]

Antimaterialismo

Molti non lo sanno, ma Capa rifugge la vita da star, potrebbe vivere alla grande, ma si accontenta del suo modesto appartamento, della città in cui è nato, Molfetta. Capa è uno di quelli che saggiamente sceglie di investire in esperienza, in affetti, non in cose ed oggetti, perchè sa che il materialismo dilagante non è la chiave della felicità, come riconosce la psicologia, che sostiene da sempre che l’individuo non vale per quel che possiede, ma per quel che è.

Caparezza fà anche una lode a chi lotta per la famiglia in una società in cirsi come la nostra, dove da una parte c’è chi non ci si accontenta mai di quel che ha, e dall’altra c’è chi fatica ad arrivare a fine mese. “Sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione. Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari, dei cravattari. Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere. Sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio superpotere.” E’ davvero così, i veri eroi oggi sono le persone normali, che resistono, che non si uccidono anche se conducono una vita di sacrificio, ma lottano per i loro cari, per sbarcare il lunario, per dare ai loro figli un domani migliore. E così, la felicità deriva dall’accontentarci di quel che abbiamo, e dal condividerlo con chi amiamo.

[Tweet “Sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione”] 10606077_796345270388522_5379384664688154175_n

Anticonformismo e Autostima

Caparezza dichiara con orgoglio di essere uscito con successo dal periodo post Fuori dal Tunnel o da quello di Mikimix, riuscendo finalmente a trovare una strada sua, senza più emulare nessuno e senza cercare di accontentare il pubblico e le masse. Con l’immagine di Caparezza, Michele Salvemini è riuscito finalmente a trovare la sua strada, una strada che può non piacere a molti, ma che piace a lui e che lo riflette alla perfezione. Tutto questo gli permette di vivere con gioia il suo successo, con estrema consapevolezza e soddisfazione. L’incredibile lucidità di Capa è dovuta a quello che lui chiama “quel branco di bolscevichi” che alberga nella sua testa. L’intelligenza dell’artista sta nel fatto di essere un convinto anticonformista, che non basa la sua autostima sul beneplacito altrui, ma unicamente sulla soddisfazione che ricava dall’amare il proprio lavoro. “Non mi sono mai fatto influenzare da nessuno, nemmeno dall’aspettativa dei fan, figuriamoci dai colleghi. La più grande verità è che non ho alcun interesse per l’opinione altrui“. In La Fitta Sassaiola dell’Ingiuria dice anche “Mi piace sapermi diverso, piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi, nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi“. Ad essere diversi e anticonformisti c’è il rischio di venire fraintesi o attaccati, ma Capa risponde “Non mi interessa essere capito, mi interessa essere! Capito? Essere!“.

[Tweet “Mi piace sapermi diverso, piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi nei capoversi”]

Coraggio

Capa di coraggio ne ha da vendere. E’ il coraggio migliore, quello che ti permette di essere diverso, di non farti omologare da un mondo che civorrebbe tutti uguali, tutti decerebrati ed annebbiati. Quanta gente è depressa perchè non si sente all’altezza dell’immagine che il mondo vorrebbe affibbiargli, quella che propongono le riviste patinate e la Tv. Occorre saper dire no a tanta insensatezza, come ha fatto Caparezza. Solo da un atteggiamento tanto sano può nascere la vera gioia, quella che deriva dal sapere che si è genuinamente se stessi, e che ci si piace per come si è, non per come ci vorrebbero gli altri. E se così come siamo non piaciamo, e ci vogliono cambiare? Capa risponde: “L’acqua che butti sul mio fuoco diventa benzina, ogni insulto manichino per la mia vetrina, sappi che la mia dottrina se ne fotte di chi sta dopo e chi prima. Schivo ogni giudizio, ho la riflessione come vizio, il mio fine é di fare di ogni fine un buon inizio“. Parole sagge, ancora antidoti alla tristezza e all’insensatezza. “Se non rispondono al tuo appello, cammina solo, cammina solo“, altre parole di coraggio, perchè anche per stare soli ci vuole coraggio, che molti non hanno, e preferiscono farsi del male accerchiandosi di amicizie finte o dannose. Stare con qualcuno che non ti apprezza, o ti danneggia, che senso ha? Meglio soli che male accompagnati. Un altro tema caro alla psicologia, che sa quanto danno possano fare le presenze disfunzionali nella nostra vita.

[Tweet “Schivo ogni giudizio, ho la riflessione come vizio”]

Quindi, Caro Caparezza, se mai leggerai queste righe voglio dirti grazie per tutte le tue perle di saggezza, sei uno di noi, sei un folle illiminato e ci piaci così! Ah, se dovessi fare una capatina a Rimini passa a trovarmi, che ti offro una piadina e ti faccio un’intervistina! Ciao mitico! 😉

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